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PREDA E PREDATORE

16 gennaio 2016
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A volte mi ritrovo a ripensare e rivivere bei momenti trascorsi in mare coronati da belle catture. Cerco di ricostruire le differenze e le scelte messe in pratica rispetto alle giornate deludenti e scarse di risultati. Le variabili da confrontare sono molte, cerchiamo di analizzarle singolarmente. La condizione meteo presente e quella dei giorni successivi è percepita dagli abitanti del mondo marino grazie alla loro linea laterale. I pesci avvertono con anticipo i cambiamenti climatici. Alcuni, in particolare nel sotto costa, accelerano l'alimentazione prima e subito dopo l'arrivo di perturbazioni. Il momento magico per noi è una breve pausa tra due perturbazioni. I pelagici cacciano in qualsiasi condizione meteo, anche con il mare in tempesta , solo affondano di più con venti dai quadranti settentrionali. Il vento freddo per il loro metabolismo è veleno sparso ad ampie mani sulla superficie del mare. Le grandi ricciole, invece, che praticano rotte pelagiche, accostano prevalentemente nel sottocosta dopo lunghi periodi di alta pressione; situazione questa che gli rende più difficile sferrare agguati alle loro prede. Luna e maree - Le infinite teorie che accompagnano l'uomo fin da tempi ancestrali nella sua ricerca di prede in mare sono veramente in elencabili. I dati certi che possiamo analizzare su questo argomento sono fondamentalmente due , e cioè: la presenza della luna è fonte di luminosità e in stretta relazione con le maree che influenza con la sua forza di attrazione gravitazionale. La luminosità della luna , che è riflessa e non diretta , fa alimentare ed affondare di più sia i branchi di pesci esca che i loro predatori. La maggiore attività notturna sicuramente posticipa il giorno seguente l'inizio della caccia dei predatori che cacciano al limite inferiore del termoclino. Ho notato che le mie catture di ricciole si sono verificate in mattinata più inoltrata quando la notte precedente c'era primo quarto o luna piena , ed anticipate quando invece c'era stata luna nuova o anche nei giorni appena precedenti e appena seguenti. Per le maree ,che sono movimenti e spostamenti di veri fiumi d'acqua nello stesso mare, il discorso è che muovendosi masse d'acqua ,queste portano con se gli alimenti più piccoli in sospensione, che sono foraggio per i piccoli e medi predatori. In generale senza complicare molto le cose ho notato che nel sottocosta i momenti migliori sono i punti d'acqua a cavallo dell'apice di alta e nelle secche in alto mare il contrario, cioè a cavallo del punto d'acqua di bassa marea. Sole e sua illuminazione, partiamo dal primo dato di fatto: i pesci non hanno pupilla. La pupilla si restringe con maggiore illuminazione e si allarga con meno luce, cioè è un organo che aiuta il nostro occhio ad adattarsi alle diverse intensità di luce. I pesci non avendo questo aiuto vengono accecati da luce diretta e forte, questo è il motivo per cui preferiscono portare i loro attacchi nei momenti ( alba e tramonto) o zone in penombra ( cigliate di secche, palmizi in alto mare, scogliere, ecc. ecc.). Questo è il motivo per cui tutte le fonti luminose usate nella pesca sono sleali e non patrimonio di un buon pescatore sportivo. Sulla pessima vista dei pesci il vertical jigging ha convinto gli ultimi dubbiosi. Oramai è assodato che gli attacchi alle nostre esche vengono sferrati dai predatori comandati da altri sensi e istinti ( linea laterale e vibrazioni, territorialità, visione del movimento - che non ha nulla a che fare con l'avere una buona vista! - competizione alimentare ecc. ecc.). L'illuminazione in mare è chiaramente correlata anche alla trasparenza dell'acqua ed alle sue particelle in sospensione. Io personalmente non prediligo acqua troppo chiara come quella troppo torbida, forse tra le due condizioni preferisco la seconda. Comunque la situazione migliore, come al solito, sta nel mezzo.il giusto equilibrio, ossia l'armonia tra tutti gli elementi su descritti è molto difficile ottenerlo. Tutto al meglio della condizione migliore è quasi impossibile incontrarlo. Dobbiamo essere noi a percepire le condizioni nelle quali siamo e quindi fare tante altre scelte affinché si possa riequilibrare il tutto. Affondamento delle esche nel modo e nella sua giusta misura, scelta dei terminali, scelta delle giuste velocità per ogni tipo di esca sia essa viva che artificiale, scelta delle traiettorie corrette per presentare le nostre esche nel posto giusto che non sempre coincide per dove passa la nostra imbarcazione, e tanto altro ancora. Poi ci sono giorni nei quali percepiamo al volo le condizioni presenti, un po' perché le abbiamo preparate preventivamente ed un po' perché quello è il giorno giusto per noi, lo sentiamo e siamo in armonia con tutto l'ambiente marino. Quando c'è questa condizione in noi è difficile sbagliare e se ci soffermiamo a ripensare ogni bella cattura è pervasa da questo stato di grazia. So che è difficile ottenerla e non sempre ci accompagna ma dobbiamo cercarla e così annullare l'influenza dello stress per i nostri ritmi di vita sbagliati con tutte le sue implicazioni. Non dobbiamo avere aspettative ma accontentarci anche della sola bella giornata passata in mare senza cadere nella condizione mentale opposta del pic-nic a mare. Non dobbiamo avere fretta ed orari di scadenza; non siamo in gara con nessuno e non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Dobbiamo essere fluidi ed in armonia con la barca che ci accoglie, con l'attrezzatura che adoperiamo, con il panorama che ci circonda e con le esche che immergiamo; solo così faremo le scelte giuste e le nostre foto saranno stracolme di significato. Igfa capt. Salvatore Mele           www.chartercatamarano.it Don Juan rise e mi fece segno di sedermi accanto a lui. <Essere un cacciatore significa conoscere molte cose> mi disse. <Un tempo tutti i cacciatori erano uomini potenti e forti. Di fatto un cacciatore doveva essere potente per affrontare le difficoltà di quella vita. L'arte di un cacciatore è quella di diventare inaccessibile. Non si preoccupa mai. Preoccuparsi significa essere accessibile. Quando ti preoccupi, ti aggrappi a qualsiasi cosa per la disperazione > rise ancora grattandosi la testa.< A poco a poco devi creare la nebbia intorno a te ; devi cancellare tutto quello che ti circonda finche niente è dato per scontato> mi fissò serrando i suoi occhi da falco e rise. < tu sai un sacco di cose sulla caccia adesso. Ti sarà facile capire che un buon cacciatore sa soprattutto una cosa : conoscere le abitudini della sua preda. E' questo che lo rende un buon cacciatore. Essere un cacciatore non significa solo catturare la preda ma diventare lui stesso un predatore che non ha abitudini quotidiane per non essere prevedibile come la sua preda. Deve essere libero, fluido, imprevedibile> questo è il suo vantaggio. Carlos Castaneda