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UN VIAGGIO SUL SANGANEB: CROTONE – NAPOLI

16 gennaio 2016
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In questo articolo racconto il trasferimento Crotone-Napoli del “Sanganeb” e quello che offro a chi volesse intraprendere una crociera di pesca con una permanenza di almeno 3 giorni. Il Sanganeb da Crotone a Napoli Un tramonto bellissimo, il sole che spara sulle nuvole i suoi ultimi fiochi raggi mi accompagna nelle ultime miglia da percorrere. La giornata non è andata male ma noto che da un po' di tempo c'è qualcosa che non mi soddisfa più a pieno. Possibile che questa mia passione per il mare e la pesca sia scaduta in routine? Mi annoio!?Non ci posso credere, ho visto tanti amici rallentare o abbandonare , e quante attrezzature giacciono stanche e malinconiche nei sottoscala. Ogni defezione per me era un tradimento e provavo fino allo sfinimento di coinvolgerli di nuovo. Possibile che ora tocchi a me? No,non è possibile, ma devo capire a cosa è dovuto questo strano stato d'animo che mi pervade ad ogni fine giornata di pesca. Non mi piacciono più le gare, ma la sfida alla ricerca della preda perfetta non mi ha ancora abbandonato. Forse vorrei prolungare la mia permanenza in mare per godermi in una tranquilla rada la pace che pervade l'ora del tramonto e preparare la cena con il pescato faticosamente portato a paiolo, sistemare la barca e l'attrezzatura per il giorno seguente, andare a dormire e al risveglio ricominciare da capo...all'anima della routine, io stanco della pesca e del mare? Neanche per sogno, ma sento l'esigenza di cambiare modo di andar per mare. Devo cambiare barca e prenderne una che mi consenta di viverci a bordo e realizzare quello che oramai è diventata una esigenza. In essa è compreso anche il vento..vento che gonfia le vele e fa vibrare il timone tra le mani quando plani tra le onde, vedi la scia che si allunga veloce a poppa, guardi il gps e ti rendi conto che stai sfiorando i 14 nodi. Bella velocità e ancor più bello è che non c'è prezzo del gasolio che tenga ma lo devi solo alle vele gonfie. Sono convinto!Devo fare questo cambiamento, mi metto alla ricerca su internet e trovo qualcosa di interessante. Inizia il pellegrinaggio: Francia, Spagna e poi sempre su internet trovo interessante un catamarano che fa base a Crotone, nello Ionio settentrionale. Ci vado ed è amore a prima vista. È un po come quando si incontra una donna e capisci a pelle che se diventerà tua ci farai un amore strepitoso come non hai mai fatto...la famosa chimica della pelle! L'odore che ti pervade, la sua voce che ti suona dolce e rassicurante; devi solo trattenerti dal saltargli addosso e con calma conquistarla....poi verrà il paradiso. Quando ho visto il “ Sanganeb” ho capito subito che era lei la mia barca., dovevo però cercare di dissimulare con una certa indifferenza in quanto il venditore era presente. Uno splendido catamarano Fountaine Pajot, un 40 piedi con due scafi bassi e sfilanti, largo sette metri, con un boma ed un carrello all'estremità della dinette di poppa che facevano intendere quanto potesse filare con vento fresco. 80 mq di barca che aspettava soltanto di prendere il mare. Bompresso in carbonio autoportante,Jennaker, pannelli solari e gruppo elettrogeno poi mi hanno convinto definitivamente. Il Sanganeb è stato varato in maggio a Crotone nello Ionio, mare per fama ventoso, ma burrasche di maestrale forza 7 e 8 proprio non me le aspettavo. Un maggio così non me lo ricordavo da tempo. È oramai il 28 maggio, sono quindici giorni di cattivo tempo con venti di burrasca da sud ovest e nord ovest. E' passata la mezza notte il vento ruota improvviso a tramontana cala anche a 25/27 nodi, io e Ursula usciamo in coperta .Un cielo brillante ci sovrasta , siamo frementi di prendere il largo il vento è favorevole per scendere verso lo stretto, però c'è un avviso di burrasca nello stretto di Sicilia che ci raggiungerà nelle prossime 24 ore . Dobbiamo muoverci perchè abbiamo solo un buco di 12 ore. Ci guardiamo, abbiamo deciso, scendiamo a indossare le cerate e poi...molla a poppa sotto vento,molla a prua....liberiiiiiii! Vai Sanganeb! Ursula e il fedele Peppe come equipaggio. Già dalle prima miglia la situazione è chiara. Mare vecchio da sud ovest, quindi di prua e vento fresco da gran lasco. Si balla ma siamo contenti, non può dire lo stesso Peppe,il nostro fedele compagniello ,incrocio tra un labrador e un maremmano ,che si rifugia sotto le mie gambe con la lingua da fuori. Peppe avrebbe sicuramente preferito la calma del porto,ma per un amore incondizionato ci segue. Anche noi siamo stati bene a Crotone che in maggio è porto di passo per tutte le barche che vanno in Grecia; abbiamo incontrato degli ottimi amici. Napoli è a 320 miglia e ci aspetta già da troppo tempo; prima tappa è Roccella ionica a 80 miglia a sud ovest. All'alba spiagge bianche ci sfilano al traverso, l'onda è calata ed alle 10,30 siamo a Roccella. Stanchi andiamo a dormire fino alle 3 di pomeriggio quando forti raffiche di vento ci svegliano facendo vibrare il catamarano. Lo strumento misura raffiche di 57 nodi da nord ovest. Abbiamo fatto la scelta giusta ed appena in tempo, non sarebbe stato piacevole prendere una burrasca di notte e per di più con una barca che non si conosce alla perfezione. Mettiamo due traversini di sicurezza sperando che finisca il più presto perchè anche in porto le difficoltà ci sono. Un maggio così da quanto non si vedeva. Siamo da tre giorni bloccati a Roccella con vento che non scende sotto i 40 nodi,mi fischiano le orecchie e Peppe ed Ursula sono stanchi. Penso quasi di lasciare il catamarano a Roccella per poi tornare a prenderlo in seguito. Bollettino meteo delle 18 e poi si decide:situazione in attenuazione dalla notte nello Ionio meridionale ma in rinforzo da ovest forza7 nel tirreno meridionale e centrale. Sempre la stessa situazione abbiamo avvisi di burrasca nelle prossime 24 ore proprio dove siamo diretti. Ore 20, si salpa un'altra volta di notte con destinazione stretto di Messina e poi Sromboli. 100 e rotte miglia , 14 ore di navigazione che ci dovrebbero bastare per non beccare il ponente forza 7 dall'altro lato. All'alba siamo nello stretto il catamarano naviga spedito a 8 nodi poi di improvviso la velocità scende,6.9-6.4-5.5-4.5 ….caspita 4.5 e poi 3.2 nodi. Abbiamo una corrente che ci frena paurosamente ,accosto il più possibile a destra perchè abbiamo un mostro a poppa!! Un cargo cinese di 200mtr e non mi va di mettere alla prova la manovrabilità di un bestione del genere. Ci sfila a 50 mt al traverso inondando le poppe del catamarano con una onda veramente impressionante. Dopo qualche ora siamo fuori lo stretto ,all'orizzonte a 38 miglia abbiamo Stromboli dove ci dirigiamo spediti. Alle due del pomeriggio siamo in rada su un fondale di 7 metri con tutta la catena a disposizione stesa in sicurezza sul fondo di fango e rocce. Aspettiamo il forte ponente che tarda ad arrivare. Infatti ci è sopra la sera seguente e soffia davvero forte. Un maggio così!? Non me lo ricordo. Siamo in sicurezza a ridosso e con tanta catena in acqua, ci dedichiamo un po' alla cura della barca. Monto 8 portacanne da battagliola sui 7 metri di larghezza a poppa del catamarano. Si un bell'assetto di pesca. I 4 portacanne per accogliere le canne affondate che danno più trazione li posiziono nella parte più bassa della battagliola e gli altri 4 per le canne a galla il più alto possibile in modo che le esche lavorino senza che il filo tocchi l'acqua. Finalmente...in tutte questi trasferimenti di notte non avevo il tempo e la tranquillità per pensare alla pesca. Mi preparo i terminali, le esche e i piombi; panciera e raffio sono come sempre scaramanticamente stivati. Questa volta visto che ho acquistato fiducia nel Sanganeb sono determinato a fare un bell'assetto di pesca. Infatti dopo due giorni di sosta alle 6 di mattina salpiamo l'ancora per le ultime 130 miglia. A poche miglia da Stromboli filo tre canne affondate: una centrale con un x- rap verde/oro e 1.500 gr di piombo, un'altra con 900 gr , sempre a scalare con un laser pro viola argento montato con ami da jig, e l'altra con un rapala 14 bianco arancio e 400 gr di piombo. Poi altre 3 a galla con 3 mold craft soft head : un supper chugger viola/nero da otto pollici centrale a 60 mtr, un wide range verde/giallo da 9,5 pollici a 80 mtr e un supper chugger viola/nero da 5 pollici a 90 mtr dall'altro lato. Filato tutto in acqua affido il timone ad ursula, mi faccio un caffè e vado a fumare una sigaretta sulla rete di prua. La sensazione è splendida, si è sospesi sull'acqua e ad ogni beccheggio delle prue si è sobbalzati dolcemente sulla rete, il resto lo ha fatto il dolce fruscio dell'acqua che sfila sugli scafi........ronf..ronf.....sonno profondo, dolci sogni....poi sento una vocina da lontano :sasaa !!!che diventa sempre più un urlo:-SASAAA !!Apro gli occhi, non so dove mi trovo se non fosse per un SASAAAAA urlatomi da Ursula a 30 centimetri dal naso. In questo preciso istante mi ricordo che sono in barca, forse abbiamo preso un tronco nell'elica? Nooooooo, poi mi ricordo delle canne filate in acqua e sento un cicalino suonare. Ursula perchè gridi, calma, bastava che mi “tozzoliavi “un po e mi svegliavo. Mi alzo ma ricado...ah rete traditrice . Poi finalmente sfilo la canna con il laser pro viola e recupero una alalonga che viene facilmente a bordo. Peppe la guarda e la odora la pulisco e gliela faccio assaggiare cruda. Gli piace moltissimo. Si alza un po di ponente che abbiamo di bolina stretta, andatura non favorevole per il catamarano, alziamo la randa e guadagniamo mezzo nodo siamo a 8.5 nodi... bella andatura....canne in acqua e prua su punta Carena,Capri che dista 80 miglia ancora. La navigazione prosegue piacevole e tranquilla con cena al tramonto a base di tubettoni con alalonga e abbondante vino rosè crotonese. La pesca mi da la piacevole sensazione di sentirmi in grado di procurarmi il cibo da solo, questo mi fa sentire libero e risveglia in me antichi ricordi. Mi sento soddisfatto è stata una bella giornata . Senza terra all'orizzonte e navi in vista una sessione di yoga con Ursula a prua del catamarano mentre l'autopilota fa il suo lavoro mi riappacifica con tutto l'universo. Sento un grande amore che mi riempie di gioia e sono cosciente di avere la giusta compagna di vita in Ursula ed un compagniello fedele in Peppe. Ci addormentiamo a turni di tre ore ciascuno calcolando che nel turno dell'alba sarò io di guardia quando saremo nelle circostanze delle secche del “lamiento” nel golfo di Salerno. Sono le 6 del mattino e sto bevendo un caffè mentre Peppe è seduto che guarda fisso l'orizzonte verso poppa. Lo colgo spesso in questo atteggiamento , ha un'aria seria ed assorta e mi piace guardarlo cercando di immaginare cosa possa pensare un cane . Siamo a ponente delle secche tra i 700 e i 400 metri. Succede tutto in una frazione di secondo la canna con 900 gr di piombo e il laser pro viola si piega, Peppe abbaia secco come la canna che con un sussulto considerevole ritorna in posizione di riposo. Peppe si avvicina alla canna, la odora e mi guarda... :-eh si caro Peppino era uno spada!ma come faccio a spiegartelo fedele compagniello di tante avventure. Recupero ma tutto è stato tagliato e perso. Dopo qualche ora capri è all'orizzonte a quasi 20 miglia, ci sentiamo già a casa felici di aver portato il Sanganeb insieme per la prima volta. Dopo qualche miglio parte la canna con il mold craft da 5 pollici ma è un'altra alalonga. Niente spada, il sogno è solo rimandato e la preda perfetta e li in qualche parte degli abissi che aspetta di essere incrociata dalle mie esche; ci proveremo ancora. Per ora siamo a casa ed il Sanganeb è nella rada di miseno a godersi il meritato riposo. Igfa capt. Salvatore Mele www.salvatoremele.it