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UNA BALENA PER AMICO

16 gennaio 2016
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Sono alle Eolie con il Sanganeb, è passata solo la prima settimana di lavoro accogliendo i primi ospiti a bordo e già mi sento stanco. E' sempre così ad inizio stagione, un po come rompere il fiato quando si va a correre, all'inizio si soffre poi si prende il passo e non ti fermeresti più. Quest'anno avendo pubblicizzato anche la pesca oltre la vela ci sono grandi aspettative tra gli ospiti per vedere i primi pesci a bordo. Ben presto però mi rendo conto che la cosa si presenta più complessa di quello che credevo. Ogni volta gli ospiti si meravigliano del numero di canne (da sei a otto) che imposto per l'assetto di pesca, fanno battutine sulla grandezza delle esche ,che se fossero messe in padella a parere di qualcuno già sfamerebbero e così via... i risultati non vengono anche perchè solo dopo poco tempo in traina mi chiedono di fermarsi a fare il bagno oppure mi chiedono rotte impossibili e non compatibili con la ricerca dei pelagici; e così via con una serie di richieste che non hanno nulla a che vedere con la pesca. E si Sasà penso:- ti sei fregato con le tue mani. Pensavi che tutti fossero disponibili a sacrifici e lunghe attese per catturare un pesce? Pensavi veramente di poter ricreare quella magia che è lo stare in pesca come un predatore in caccia con chiunque? O pensavi forse che casualmente qualche pesce fesso ti saltasse in barca? Forse tutto quello che hai scritto e diffuso per tanti anni in fondo non lo credevi?.... E no questo è troppo!! Non è possibile violentare senza pudore una propria passione e renderla una puttana al servizio di tutti anche di chi in fondo non se ne frega niente o meglio vuole e pretende a bordo un menù di pesce fresco solo per riempirsi la pancia . No basta! Da oggi solo carne niente più pesca . Canne ingavonate. Il pesce ?..che se lo vadano a comprare! Minchia Incazzato nero ero... come dice Montalbano. Passa qualche giorno, mi calmo ed incomincio a riflettere:- però Sasà nemmeno così va bene. Se hai fallito è perchè non hai saputo diffondere le tue regole e quelle della pesca ; forse se prima di metterti in pesca sondassi un po' il terreno con gli ospiti a bordo sarebbe meglio, potresti renderti conto se sono compatibili o no con la pesca.- Così incomincio a fare e quando imbarco nuovi ospiti per la settimana sondo con molta cautela la loro disponibilità al rispetto e alla partecipazione delle regole che la pesca impone. Lo faccio guardandoli negli occhi, uno ad uno e se solo mi accorgo che c'è qualcuno non disposto non se ne fa niente ,quando invece vedo qualche bagliore di interesse nei loro occhi si procede. Quando vedo questa predisposizione il primo ad emozionarsi sono io, un po come vedere nascere una pianta da un seme ,sai che crescerà e gli dai tutte le cure e tutta la tua energia perchè ne vale la pena. Apro i gavoni prendo l'attrezzatura e con piacere faccio partecipare tutti alla costruzione dei terminali, scelta delle esche e scelta delle batimetriche da percorrere il giorno dopo. Quando c'è questa magia a bordo è palpabile ed è li sotto vuoto pronta ad esplodere alla prima cattura ed i risultati in genere non si fanno attendere.. pacche sulle spalle, abbracci, complimenti per la pronta raffiata, occhi lucidi ed emozionati perchè la sfida è vinta...finalmente si è un equipaggio dove tutti si sono guadagnati la propria parte , regna una fratellanza a bordo che una volta a terra perdurerà nel tempo. Pensare che fino a qualche giorno prima tutto questo non esisteva. C'è una magia più grande di questa?! E' in una di queste settimane che conosco Laura e mi chiede di poter salire a Napoli con me. Partiamo qualche giorno dopo causa   maestrale forza 7 rotta Panarea-Capri niente esche in acqua ma solo relax e meritato riposo. Nel tardo pomeriggio Laura mi chiede se ho la farina:- si ce l'ho- hai anche il pesce in frigo? Si Laura , rispondo.- Perfetto Sasà stasera ceneremo ravioli ripieni di pesce....- Madonna Lauretta che femmina che ho a bordo sono un uomo fortunato!! Ai primi chiarori dell'alba noto un cielo limpido e perfetto sopra di noi,un po troppo limpido ed all'orizzonte una fascia grigia che diventa nera sul mare. Non mi piace proprio si prepara un bel temporale con colpo di vento, ciò è confermato anche   dal meteomar che da un avviso di burrasca in corso sul mediterraneo meridionale est. Riduco le vele che già il cielo è cupo, il mare è liscio come l'olio quasi a voler presagire il peggio. C'è un'aria cupa e qualche schizzo viene giù quando Laura mi fa:-Sasa delfini a dritta prendo la macchina fotografica. Strano ,solo tre pinne dorsali , mi sembrano abbastanza grandi e più a falce di quella dei delfini...comunque accosto di 10°....di altri 10°..e ancora altri 10°, quando la pinna più grande si immerge e ricompare a 50 metri al traverso dello scafo destro del Sanganeb. -Sasà- grida Laura- ma questo non è un delfino è troppo grande sembra la pinna di un'orca-....non lo finisce neanche di dire che vediamo a qualche metro dalla barca messo su un fianco, con l'occhio spalancato per osservarci meglio, una balena di 7/8 metri che sotto il pelo dell'acqua arriva a 2 metri dallo scafo e si immerge repentinamente mostrandoci tutta la sua coda e le ferite sul dorso causa chissà di quanti combattimenti. Ci guardiamo ammutoliti! Rompo io il silenzio fingendo sicurezza e chiedo a Laura di farmi vedere le foto. - Sasà ma quali foto , sono rimasta paralizzata!- Laura non aveva tutti i torti un esemplare maschio di Grampus griseus vista le nostre continue accostate verso il gruppo che forse proteggeva un cucciolo ( la riproduzione è proprio tra fine estate ed autunno) ha deciso di puntarci e forse attaccarci. Forse ha cambiato idea all'ultimo momento perchè non ho corretto ancora la rotta in loro avvicinamento e non ci ha reputato più una minaccia. Non mi era mai capitato un episodio del genere nemmeno tra Monaco, capo Corso e Genova dove avvistamenti di balene ne abbiamo fatti tantissimi. A ripensarci bene siamo stati molto fortunati il Grampo grigio ci avrebbe sfondato lo scafo in niente o avrebbe potuto urtare la deriva che imbullonata nello scafo avrebbe aperto una bella falla. Siamo stati fortunati!!   Igfa capt. Salvatore Mele www.salvatoremele.it